sabato 13 febbraio 2016

Bellissima Esperienza

Da piccolo ero sempre lì, a guardare i forni a legna, i pizzaioli che stendevano quel disco di pasta.

Mi ha sempre fatto impazzire sta scena.

Ma stare dietro ad un banco, con la maglia caputo, proprio non credevo potesse mai accadere.

Ed invece, grazie all'amicizia nata con un ragazzo conosciuto sul social Facebook, questo mio sogno si è avverato.

Lui non sa di aver esaudito uno dei miei più grandi desideri.

Dietro al banco, è spesso irruento, veloce nei gesti, nei modi. Pensa a lavorare.

Ti dice cosa devi fare, ma dopo un secondo ti sposta e lo fa lui.

Si, ascolta anche i consigli, ma per un attimo. Ha sempre il cliente alle calcagne.

Come mi ha più volte detto: "Francè, tu vuò pazzià, ie aggia fa e pizz, agga faticà".

Come dargli torto? E io, più fa così, e più lo apprezzo.

Comm è bell quando si incazza, fa la faccia seria e ti sposta, quasi scaraventandoti.

Non vi dico vicino al forno. Ti mette la pala in mano. Poi ti vede impacciato, te la toglie e dice: "ASPé, stai facenn seccà tutt cos, o furn sta vasce, o furn sta fort, a pizz se secc, a pizz sta tropp la, sta tropp ca."

E' nu mostr. Trova sempre qualcosa, un motivo, un pretesto per agire, l'importante a ca te lev a pala a man, perchè è più forte di lui, addà fa o pizzaiuol!

Ma poi sa anche essere amichevole, pieno di consigli, di voglia di imparare, di umiltà. Giocarellone, sempre a ridere e scherzare.

Voi mi dovete dire: ma chi pizzaiolo napoletano ti sarebbe fatto mai andare dietro al banco, far vedere il suo impasto, i suoi metodi, le sue procedure?

Ecco, io lo apprezzo proprio per questo. E lui forse non immagina nemmeno quanto.

Gliel'ho cercato di far capire in ogni modo. A part e 40 minut di macchina andata e 40 ritorno. A parte le nottate, nonostante na moglie a casa ca nappoc me lasciav. Ma poi la targhetta in ceramica, il presepe in cioccolato, bottiglie di vino, Ma soprattuto TARALL NZOGNE E PEPE. Che piacere che gli sono piaciuti. 

E in questa bellissima esperienza non sono mancate le grandi risate. Come quando si è venduto il mio impasto. "Buonasera Donato, è possibile due pizze?" E lui: "PREGO SIGNORA, COME LE FACCIAMO? " . Peccato che aveva finito l'impasto e sotto voce: francè, piglie roie pallin. E piglien ati 3, ati 2. Dopo 10 minuti ha fernut tutt'ompast, che io avevo curato tanto bello pecchè vulev fa e test!
ahahaaahaha, non immaginate le risate fatte insieme. Ma qua test e test, ca amma faticà!


Si è creato un mestiere che io ho sempre sognato di fare.

E io in questo momento, mentre sono a lavoro e scrivo, vorrei avere le mani sporche di farina. 
Ma alzo gli occhi e vedo un ufficio, pieno di computer. Poi li abbasso, guardo le mie mani lisce e pulite, con la camicia che elegantemente esce di qualche centimetro dalla mia giacca nera gessata.

Non è giusto!!! Vulev nascere ca maglietta bbianc...

Cià Donà, TVB

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